L’Agenzia delle Entrate ha più volte precisato che in caso di decesso del contribuente che non ha potuto usufruire in tutto o in parte della detrazione delle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, ovvero del Bonus Ristrutturazioni, la successione delle quote residue di detrazione si trasferisce per intero esclusivamente all’erede o agli eredi beneficiari in parti uguali. 

Condizione imprescindibile per la successione del bonus 50% è che gli eredi, compreso l’eventuale coniuge superstite, devono conservare la detenzione materiale e diretta dell’immobile. In pratica, l’agevolazione spetta agli eredi che possono disporre dell’immobile, anche se non lo utilizzano come propria abitazione principale.

Ecco come gli eredi del titolare deceduto possono ottenere la deduzione del bonus ristrutturazione del 50% 

Il bonus ristrutturazioni è la detrazione fiscale del 50% riconosciuta per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in condominio o in edifici singoli. Il bonus, prorogato fino al 31 dicembre 2021, e probabilmente anche per il 2022, consente di accedere ad un rimborso Irpef sulle tasse del 50% o direttamente allo sconto in fattura per l’acquisto e per le spese sostenute fino ad un massimo di 96.000 euro.

La detrazione del 50 per cento si può chiedere per:

  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).
 

Ciò significa che la detrazione fiscale può essere riconosciuta tra le altre cose per:

  • interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con l’installazione o sostituzione della caldaia e impianto di refrigerazione o impianti di fotovoltaici;
  • interventi e lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, con l’installazione di ascensori e impianti di sollevamento idonei alla mobilità interna ed esterna.

La detrazione di imposta o lo sconto in fattura del 50% sono misure fiscali riconosciuti al proprietario dell’immobile che ne ha diritto e ne fa richiesta. Ma cosa succede se dopo il riconoscimento da parte dell’Agenzia delle Entrate, il titolare della detrazione muore? La detrazione per ristrutturazione è un incentivo riconosciuto nei casi in cui la casa è abitata. Se muore il titolare dell’immobile che l’abitava e a cui è stata riconosciuta la misura di incentivo gli eredi possono:

  • risiedere nell’immobile adibito ad abitazione  principale; 
  • non risiedere nell’immobile ereditato dall’avente diritto.

 

Ecco a quali eredi spetta il bonus, nel caso nessuno abita la casa ereditata oggetto della detrazione per ristrutturazione 

Gli eredi hanno diritto pro quota alla detrazione riconosciuta al proprietario dell’immobile, sia che si tratti di figli o nipoti, in questo caso suddivisa in parti uguali, sia che si tratti del coniuge che le spetta per intero. Per l’anno in corso della morte del congiunto, gli eredi compilano a suo nome il Modello Unico con la detrazione della percentuale del 50%. Per gli anni successivi la detrazione della ristrutturazione spetta pro-quota agli eredi. Se, per esempio, la percentuale di detrazione per ristrutturazione ammonta a 30.000€ e gli eredi sono 3, per gli anni a venire da quello della scomparsa del congiunto e fino al momento del termine della detrazione, ogni erede detrarrà l’importo di euro 10.000€.

 

Ecco a quali eredi spetta il bonus, tra quelli che abitano la casa ereditata oggetto della detrazione per ristrutturazione 

Nel caso in cui uno o più eredi adibisce la casa oggetto del bonus 50% ad abitazione principale, la detrazione spetta esclusivamente a chi occupa l’immobile come abitazione principale. In sostanza, la detrazione spetta per intero all’erede occupante. La detrazione avverrà in parti uguali, quando gli eredi occupanti sono più di uno. Agli altri eredi che non abitano la casa, non spetta nulla. Quindi per l’anno in corso del decesso del congiunto, gli eredi compileranno il Modello Unico con la detrazione della percentuale delle imposte del 50%. Per gli anni successivi, fino al decimo anno di credito d’imposta, se il credito è di 30.000€ e gli eredi sono 3 e 2 abitano la casa oggetto del bonus ristrutturazione al 50%, quei 2 avranno diritto alla detrazione in parti uguali, cioè 15.000€, mentre il terzo che non la abita non erediterà nessuna detrazione. 

 

Eredi che abitavano già la casa ereditata oggetto del bonus ristrutturazione 

Anche in questo caso la detrazione del bonus 50% spetterà pro-quota agli eredi che continueranno a vivere nell’abitazione del defunto.

Ecco cosa succede dopo il decesso del titolare, se l’immobile beneficiario del Bonus ristrutturazioni è dato in affitto.

Il beneficio del Bonus per le ristrutturazioni può essere riscosso in 2 modi:

  • con la detrazione al 50% sulle imposte da pagare;
  • con la cessione del credito direttamente in fattura, quindi con lo sconto del 50% sull’acquisto di una ascensore o di un altro bene che rientra in quelli oggetto di detrazione.

La detrazione per ristrutturazioni può essere fruita dagli eredi solo quando l’immobile è libero, cioè quando gli eredi ne hanno la piena disponibilità e possono adibirlo come abitazione principale. Possono avere diritto al bonus in parti uguali, anche quando non è adibito ad abitazione principale. Tuttavia non hanno più diritto al bonus ristrutturazione quando l’immobile non è più libero e disponibile ovvero quando è dato in affitto o locazione. Fintanto che l’immobile è locato essi perderanno qualunque detrazione per ristrutturazione. 

Se nell’arco del decennio di spettanza della detrazione l’immobile torna nella disponibilità degli eredi ovvero cessa di essere locato o affittato, essi potranno beneficiare della detrazione delle rate residue.

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